lunedì 12 giugno 2017

28. LA BAÑEZA - ASTORGA (km. 25)

La tappa fino ad Astorga è breve. Ad Astorga entro nel cammino francese. Dopo giorni, per non dire settimane, di grande solitudine in cui più che pellegrino ti scambiano per un "stranseunte" cioè per un girovago, qui le cose cambiano. I numerosi pellegrini sono loro i protagonisti e tutto nelle città e nei pueblos si muove attorno a loro. 
Mi incammino da La Bañeza con una pellegrina francese. Le frecce gialle indicano il cammino in direzione di Santiago de Valduerna senza però entrare nel pueblo. Si attraversano le acque del fiume Duerna per un vecchio ponte ferroviario di una linea abbandonata. La divisione dei campi obbliga talvolta a voltare ad angolo di 90 gradi obbligando a fare attenzione ai segni per non perdersi in direzione di Palacios de Valduerna.
Uscendo da Palacios per la strada del cimitero si imbocca una pista di terra che solitaria, tra campi e macchia mediterranea, sfocia nella carretera N-630. Attraversata si raggiunge il ponte romano sul rio Turienzo e il pueblo dei Celada de la Vega.
Mancano pochi km ad Astorga che si raggiunge dalla campagna per un meraviglioso punto panoramico sulla città.
Astorga è una bimillenario città romana fondata nel I° sec. A.C. con il nome di Arturica Augusta. E' chiamata "Osturga" nel Codice Callistino.
Nei miei programmi volevo continuare oltre Astorga ma credo di avere fatto bene fermarmi qui e poter visitare con calma la cattedrale barocca di S. Maria, il museo diocesano, il palazzo episcopale di Antonio Gaudì e i tanti altri monumenti di una città piena di fascino e di storia.
Chiedo ospitalità nel più grande albergue della città dove si respira quell'aria del cammino fatta anche di lingue, culture, età diverse e varie, ossia di persone che hanno come sogno una meta: Santiago de Compostela.




Da La Bañeza si seguono le frecce gialle in direzione di Santiago de Valduerna.

Santiago pellegrino a La Bañeza.


La chiesa di San Salvador a La Bañeza.


La chiesa di San Salvador.

Davanti a me una pellegrina francese.


Il ponte di una linea ferroviaria abbandonata sul Rio Duerna.






Si cammina in aperta campagna e talvolta per seguire il frazionamento dei campi la strada volta di 90°. Bisogna stare attenti a non perdere le indicazioni.























In prossimità di Palacios de Valduerna: si intravvede la torre del castello in rovina




La piazza con chiesa parrocchiale di Palacios de Valduerna

La porta della chiesa

Palacios de Valduerna è l'unico pueblo che si incontra tra La Bañeza e Astorga: purtroppo di lunedì il bar non apre.

Un monumento al cammino.

La ermita di San Roque.

Appena fuori di Palacios de Valduerna incontro un gregge in transumanza. Stanno andando verso un sierra a nord-est.





Il cammino prosegue per uno sterrato tra una vegetazione spontanea.






Attenzione: il cammino continua verso sinistra.





Incontro la autovia A-6 che si attraversa in un sottopasso.




L'antico ponte romano sul Rio Turienzo.


Il ponte romano sul Rio Turienzo.



Il toro di Osborne ci guarda da lontano.

Il GPS mi conduce nuovamente in mezzo alla vegetazione dove non trovo più indicazioni.



Una via ferroviaria abbandonata nei pressi di Celada de la Vega.


L'arroyo de la Moldera.

Arrivo nel piccolo pueblo di Celada de la Vega, alle porte di Astorga, dove finalmente trovo un bar. Da qui si può arrivare ad Astorga per la carretera ma preferisco la pista sterrata.



Ecco Astorga con i pinnacoli della cattedrale.





Il convento di Santa Clara.



Le mura romane di Astorga.

La salita verso il centro storico di Astorga.



La chiesa de San Julián de Astorga.

Calle La Bañeza.

Plaza España con l'Ayuntamiento di Astorga.

La chiesa di San Bartolomè.


La chiesa del Perpetuo Socorso dei Padres Redentoristas.


Il monumento a "El Caminante" nei pressi dell'albergue delle Serve di Maria.


Le possenti mura romane a difesa del cuore di Astorga.



La chiesa de San Julián.


Una delle torri campanarie della cattedrale di Astorga.


VISITA ALLA CATTEDRALE DI SANTA MARIA DI ASTORGA E AL MUSEO DIOCESANO

L'attuale cattedrale di Astorga fu costruita in stile gotico, forse su disegni degli architetti Giovanni e Simóne da Colonia, a partire dal 16 agosto 1471, sul luogo dove già esisteva un tempio romanico consacrato nel 1069 e, in precedenza, una chiesa anteriore. Nei secoli successivi fu costruito il portale sud e le due cappelle perpendicolari alla navata in stile rinascimentale e la facciata principale in stile barocco (XVIII secolo).
La chiesa, che segue a grandi linee la struttura basilicale gotica, si presenta all'esterno con tre navate e tre absidi poligonali, al termine delle navate, con due contrafforti a segnare un falso transetto. Nella parte nord, è addossata la sagrestia, con cupola e lanterna.

La facciata della cattedrale (fine secolo XVII - 1710), opera degli architetti Francisco e Manuel de la Lastra Alvear e, nell'ultimo periodo, Pablo Antonio Ruiz, è il trionfo dello stile barocco. Si presenta come un grande retablo in pietra, con tre porte in basso chiuse da due campanili che si ricollegano alla facciata con un contrafforte e un balconcino, e due pinnacoli in stile barocco.

La porta centrale della cattedrale occupa uno spazio più grande ed è separata dalle altre due porte da colonne molto elaborate. Nel suo arco, lo spazio trilobato è segnato da colonne e chiuso da un'immagine dell'Assunzione.

Nel suo arco della porta centrale sono raffigurate quattro scene del Vangelo: Purificazione del Tempio, Parabola della moglie adultera, due Guarigioni e la Discesa dalla Croce. Sopra la porta, il timpano contiene una rappresentazione di Santiago che ristora i pellegrini, fiancheggiata da statue di San Pietro e San Paolo.


La facciata sud (1551), in stile rinascimentale, presenta due corpi e un frontone. La porta, delimitata da colonne con capitelli platereschi e chiusa da un arco a tutto sesto su cui spiccano due medaglioni con gli apostoli Pietro e Paolo. Il timpano, ornato con merlature, contiene un'effigie del Padre Eterno benedicente. Sopra, una nicchia semicircolare contiene l'Assunta circondata da angeli.

La iglesia de Santa Maria











































Il chiostro della cattedrale di Santa Maria.


L'interno, a tre navate, è ricoperto da volte a crociera sostenute da colonne classiche striate, ornate con teste di re e profeti. Alle pareti delle navate sono collocati alcuni interessanti retabli.


Nel presbiterio, il retablo policromo dell'altare maggiore (1584) commissionato attraverso un concorso, è uno dei capolavori del romanismo dello scultore Gaspar Becerra. Con un telaio di colonne e frontoni classicisti, è diviso in tre corpi orizzontali e cinque verticali. Al centro, la composizione sporgente rispetto alle altre, rappresenta l'Assunzione e l'Incoronazione della Vergine. Tutto il resto dell'iconografia rappresenta scene della vita di Cristo e della Vergine, con un Calvario in alto di grande proporzioni. Al centro della predella, è posto il santuario. Sui lati statue delle Virtù.


Nella cappella absidale della navata destra, è collocato il Retablo di San Geronimo (1660), in legno dorato rimarcato da colonne striate con capitelli corinzi, di un architetto del monastero dell'Escorial, con dipinti a olio di Bartolomeo Vicente (1659) e scultura scenografica di Lucas Gutierrez (1660), del santo in una caverna a Belén.

Il Retablo di San Giovanni Battista (1660) di Antonio López, con pitture di José Antonio Delgado y Miguel de Salces. La scultura, in cui si apprezza la profonda conoscenza dell'anatomia umana del suo autore, Mateo del Prado, rappresenta il santo che ascolta la parola di Dio in un paesaggio scolpito da Pedro del Valle.

Il Retablo di San Michele (1530), in stile flamenco con elementi gotici e platereschi, dipinto a olio dal maestro di Astorga, con scene della Passione di Cristo, e statua della Vergine, nella nicchia superiore al centro.


Il Retablo di San Lorenzo Martire.


 Il Retablo della Purissima (1627) di Gregorio Fernández con pitture di Juan de Peñalosa, la cui statua al centro è delimitata da una coppia di colonne tortili.

 Il Retablo di Santa Teresa di Gesù (1622), in stile manierista, disegnato da Francisco Ruiz e con pitture di Juan de Peñalosa. In una nicchia al centro la statua della santa in legno policromo, con rappresentazioni di santi perfettamente identificabili.



Il Retablo dell'Apostolo Santiago.



Nella cappella absidale della navata sinistra, oggi chiamato del Santuario, è collocato un retablo della Vergine della Maestà, classicista, in legno dorato e policromo disegnato da Lupercio Getino e Mateo Flores, dipinto da Juan de Peñalosa e con sculture di angeli di Gregorio Español (1622). Al centro la statua della Vergine della Maestà (inizio secolo XII), in legno di pero dipinto a tempera e placcato in argento, è un reliquiario che conteneva al suo interno aste della Vera Croce e latte della Madonna.


Il Palacio Episcopal di Gaudí.








Le due torri gemelle (ultimo terzo del secolo XVII), con conci di colori che variano dal verde al rosa, si concludono con capitelli di ardesia.


Al termine del giorno i km percorsi sono 25.

Nessun commento:

Posta un commento